
Stamattina sono stata un pò a casa di mia nonna a tenerle compagnia, visto che stava da sola. Già da qualche anno, purtroppo, lei ha perso la vista ed è totalmente cieca, per cui non è per niente autosufficiente. Per spostarsi da una camera all'altra ha bisogno di qualcuno che la tenga sottobraccio e del suo bastone. Non mette mai piede fuori casa e trascorre le sue giornate a casa.
Oggi l'ho scrutata attentamente. Sembrava una bambina. Insicura, fragile e soprattutto desiderosa d'affetto da parte dei suoi cari. Mentre parlava ( o meglio, raccontava a raffica mille cose di persone diverse, lei cercava le mie mani e quando le ha trovate, le ha strette forte. Io non sapevo che fare. Credendo che cercasse un contatto solo per capire bene io dove fossi, le ho spiegato che ero proprio lì accanto a lei, seduta sul suo letto. Mi ha colpito perchè lei mi ha subito risposto che aveva bisogno di stringermi perchè, dal momento che non poteva vedermi, aveva bisogno di "sentirmi".
Sono scoppiata in lacrime. Non riuscivo a trattenermi, ma sono comunque riuscita a non farle capire nulla. Stavo male a vederla lì, indifesa e bisognoa d'aiuto anche solo per raccogliere il fazzoletto che le era caduto dalle mani. Ciò che mi ha fatto più male, però, è stato ripercorrere con la mente la sua immagine di donna forte, robusta, sempre in movimento. Ricordo quando ci portava in giro per la città, o in campagna dalla nostra bisnonna. Quella donna forte, fiera, non c'è più. La mia nonna, la mia unica nonna, è una donnetta piccola e fragile. Ho rimpianto tutte quelle volte che non sono riuscita ad andare a casa con lei a causa dei miei mille impegni.
Nonna...forse non te lo dirò mai perchè sai bene che ho un carattere chiuso e poco espansivo...ma sappi che ti voglio un bene dell'anima...
Tonia